UNITÀ A TUTELA DEL VOLONTARIO

Da oltre vent’anni il nostro modo di fare tutela animali è stato quello che espone di più ossia quello di denunciare, non solo maltrattamenti e altri reati a danno degli animali ma anche soggetti della pubblica amministrazione preposti all’osservanza delle leggi in materia poco avvezzi alle regole morali e normative.

Questo è un Paese dove se lotti per una causa giusta, spesso vieni preso di mira, soprattutto se l’obiettivo della tua lotta attenziona interessi economici, potenti lobby, politici corrotti. E se per eliminare le persone “scomode” per la ricerca di giustizia e verità, una volta si usava il piombo, oggi, con la stessa potenza distruttiva, si usa la delegittimazione, quella che il giornalista Giuseppe D’Avanzo battezzò come “macchina del fango”. Ossia, delegittimare o ledere l’onore e la credibilità di una persona giudicata scomoda ovvero infamarne o screditarne l’immagine pubblica allo scopo di intimidirla, punirla o condizionarla, influenzando così il giudizio dell’opinione pubblica nei suo confronti.

Una potente arma che ha costruito ingiustamente colpevoli, detenuti e addirittura morti; non dimentichiamo, tra le tante vittime di questo meccanismo, Enzo Tortora o Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, isolati e delegittimati per far ciò che non faceva nessuno. Un’arma che viene usata a qualsiasi livello della società italiana, anche nel mondo animalista e ciò perchè non conta il settore da colpire ma l’interesse da tutelare che, nel mondo animalista, secondo noi è rappresentato non solo da coloro che in forma singola o associata sfruttano, maltrattano, uccidono animali o deturpano l’ambiente ma anche da tutti quegli Organi pubblici, Enti o singoli soggetti, che vuoi conniventi vuoi disinteressati impediscono – con condotte omissive o commissive – l’applicazione della legge a tutela degli animali.

Il nostro modo di fare animalismo antepone la competenza al fanatismo, la professionalità all’estremismo e il coraggio alla codardia, il sacrificio personale all’interesse privato, ostacolando frontalmente ogni realtà segnalata a danno degli animali.
Un modo di tutelare gli animali diverso da quello da oltre 30 anni diffuso in Italia: statico, debole, timoroso, complice, connivente, interessato, dove tutte le Associazioni e volontari sono concentrati sull’emergenza, non alla radice dei fenomeni a danno degli animali (canili lager, randagismo, traffico e commercio di animali da compagnia e selvatici, ecc…), assorbiti dalle conseguenze di essi ma non dal problema e che – per la maggioranza – si sono isolati in un meccanismo autonomo e fuori dalle regole, quello di gestire animali vaganti secondo schemi sbagliati e spesso illeciti dove si raccoglie l’animale randagio e lo si gestisce con raccolte soldi per poi finire in pensioni abusive (stalli); con la gravissima conseguenza di legittimare la P.A. preposta al rispetto della legge (es: randagismo) a latitare e sistematicamente non adempiere ai propri doveri e compiti.
Un animalismo che non denuncia e non si mette contro il sistema ma anzi spesso ci va a braccetto, che ha perso la sua funzione naturale istituzionale di pungolare la P.A. ovvero controllarne l’operato, in un tragico congelare la tutela animale attuale in un animalismo che opera per i fatti suoi che non pretende l’applicazione della legge e dei ruoli e Sindaci e Organi di controllo che, non essendoci chi li pungola/controlla, continuano a considerare la difesa degli animali una rottura di scatole!
Poi ci sono cittadini, animalisti coraggiosi e preparati, che credono in una società rispettosa degli animali e che per questo fanno il lavoro scomodo: quello di “pattugliare” il territorio segnalando e denunciando reati a danno degli animali, dal singolo maltrattamento alle lobby zoo criminali, e reati commessi da quell’apparato pubblico che anziché vigilare su rispetto animale si rende complice con lassismo e connivenza.
Questi volontari, però, vengono visti dalla Pubblica Amministrazione – la stessa deputata al lavoro che fanno invece molti volontari e per questo inadempiente – e dallo stesso mondo animalista inquinato e complice del voluto interessato non cambiamento, non come cittadini volontari da ringraziare ma, vergognosamente, come un problema! E allora succede che, grazie ad una Giustizia colma di falle e alla possibilità di utilizzare il potere discrezionale per questioni personali, valorosi volontari finiscano indagati, processati e talvolta condannati; molti sono i casi in Italia!
Così, scandalosamente, maltrattatori e sfruttatori di animali diventano vittime e volontari coraggiosi diventano aguzzini e criminali, con la conseguenza che decine di realtà illecite a danno degli animali e della collettività restano impunite e milioni di animali indifesi.
Una delle tante falle della Giustizia italiana ovvero l’abitudine dei PM di non approfondire spesso le denunce redatte da qualche pubblico ufficiale a cui sei antipatico o scomodo (magari perchè “osi” far ciò che non fa lui) consente così, con una facilità disarmante, di trovarti a processo ad intasare una macchina della Giustizia già lenta per procedimenti che sono faide private fondate su illazioni e calunnie e ciò a danno di processi che meritano seriamente attenzione ma soprattutto a danno della collettività tutta.
Gli esponenti della pubblica amministrazione hanno il dovere di tutelare il cittadino che denuncia e non chi non denuncia e non permettere, come la storia ci ha testimoniato, che le persone per bene vengano isolate e delegittimate.
La nostra azione di tutela animale volta al cambiamento è scomoda allo status quo e ciò ci convince di essere sulla strada giusta, fiduciosi di aver dalla nostra parte la parte sana delle Istituzioni e del mondo del volontariato animalista.

Questo è il primo progetto di difesa del volontario.

Persone esperte, soprattutto per aver vissuto in prima persona l’oggetto per cui nasce l’UTV e che hanno affrontato e tutt’oggi affrontano decine di casi di ingiustizia, abusi e omissioni, che mettono a disposizione la propria maturata competenza in materia – pur non essendo avvocati ma senza saccenza con uguali/superiori capacità morali e tecnico-normative – al servizio di chi lotta per un ideale di cambiamento positivo della società in tema di benessere animale.
Oltre agli abusi e omissioni commessi da pubblici ufficiali stipendiati dallo Stato ossia da tutti noi, commessi nell’esercizio delle proprie funzioni, tuteliamo chi indagato/denunciato; abbiamo detto che spesso si viene denunciati non per aver commesso un reato ma per aver dato fastidio, nelle più varie forme, e ciò lancia il volontario nel tortuoso, burocratico e lungo sentiero della Giustizia italiana fino alla chiusura del procedimento.
Un modo di rappresentare la Giustizia, soprattutto laddove anzichè archiviare denunce infondate il PM – fidandosi, senza leggere o approfondire quanto scritto dal pubblico ufficiale autore delle “indagini” e capi di imputazione – preferisce rinviare a giudizio, scaraventando un innocente coraggioso cittadino a processo, con tutte le conseguenze del caso e di cui, talvolta, viene data notizia a giornali e televisioni, dove il volontario viene trattato come un delinquente su note stampa inquisitorie che fanno passare ipotesi di reato (i reati si accertano nel processo e non nelle indagini preliminari) per sentenze definitive di condanna.
Per reagire a questo modo di applicare e manifestare la Giustizia, riteniamo non bisogna subire le indagini in modo passivo ma agire immediatamente con il deposito di denunce e querele contro i fatti ingiusti e falsi che ci accusano, notiziando tutte gli Organi giurisdizionali, financo chiedendone l’intervento! Ciò, per interrompere quella prassi (tale sta diventando) di permettere a pubblici ufficiali, che non apprezzano il coraggio di denunciare e lottare di molti cittadini, di utilizzare la Magistratura per tappare la bocca e tarpare le ali di e a tanti di noi!

PER DENUNCIARE UNA OMISSIONE O ABUSO

Se nella tua azione di volontariato a difesa degli animali ritieni che l’Ente pubblico abbia commesso un reato omissivo o commissivo.

PER DIFENDERTI DA ACCUSE INFONDATE

Se sei stato denunciato e se ti ritieni vittima di indagini o processi per fatti riguardanti la tua attività di volontariato animalista.

CONTATTACI: 366.5363544 – utv@stopanimalcrimesitalia.it

NB: l’UTV presta servizio di tutela del volontario esclusivamente per fatti ritenuti ingiustamente subiti e non provocati dal medesimo volontario.

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