DIVENTA PUBBLICO UFFICIALE CON POTERE SANZIONATORIO

IN DIFESA DEGLI ANIMALI

   PARTECIPA AL CORSO INFORMATIVO APERTO A TUTTI

E AL CORSO PER DIVENTARE GUARDIA ZOOFILA

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Stop Animal Crimes Italia – movimento animalista e ambientalista di denuncia fondato dall’autore di centinaia di blitz contro le zoo mafie nonché autore della prima perquisizione (delegatagli dalla Procura di Brescia – che il 30 novembre 2011 avviò l’inchiesta contro l’allevamento “Green Hill”), rappresentato da animalisti pragmatici, preparati e concentrati sul cambiare un Paese dove la tutela animale nel concreto è sbilanciata a favore di chi maltratta gli animali, dove le Istituzioni non hanno i numeri e mezzi adeguati per affrontare le zoo mafie con efficacia e le problematiche diffuse ovunque, dove le Associazioni si occupano delle conseguenze dei fenomeni a danno degli animali e non dei fenomeni stessi e dove, purtroppo, l’esercito di guardie zoofile non sono portatori delle leggi a tutela degli animali – organizza il suo primo corso nazionale di guardie particolari giurate zoofile, con l’intento di dare vita sul territorio nazionale TUTTO a seri, motivati, preparati e competenti difensori degli animali e dell’ambiente.

Non cerchiamo numeri, come tanti fanno, ma persone capaci di apprendere al meglio insegnamenti fondati sull’esperienza concreta di chi ha redatto centinaia di verbali di illeciti amministrativi e denunce penali, allo scopo di formare pubblici ufficiali capaci di affrontare qualsiasi situazione e ottenere il massimo risultato in favore degli animali e della legge dello Stato.

Diciamo le cose come stanno: oggi migliaia sono le guardie zoofile in Italia ma debole e assente la preparazione, a causa di corsi superficiali tenuti da chi non ha mai redatto una contestazione amministrativa ed esami non idonei a responsabilizzare gli aspiranti guardie; per questo riteniamo urgente dare credibilità ad una figura oggi astratta e non considerata, puntando sulla preparazione prima che alla divisa, alla serietà prima che ai gradi, al coraggio prima che alla vuota ostentazione di pittoresche divise.

Non sarai mai solo, ma seguito sul campo da esperti in materia e avvocati, nel pieno della serenità delle tue funzioni pubbliche.

Il corso – le cui date e sedi saranno comunicate al raggiungimento di un congruo numero di iscritti – è DIVISO in due parti: 

  • una prima parte dedicata a tutti i cittadini istruendoli sulle leggi a tutela degli animali e indicando come comportarsi in caso di ritrovamento di animali vaganti o feriti, come denunciare un maltrattamento, ecc…
  • una seconda parte dedicata a coloro che vogliono conseguire il titolo di Polizia di guardia particolare giurata zoofila, concentrata sul sistema sanzionatorio, le leggi vigenti in materia e la compilazione dei varbali.
  • Il corso sarà organizzato nei capoluoghi di provincia in presenza (non si può insegnare una materia così delicata e importante on line, trasmettendo dei CD o roba simile!) e nelle periferie in presenza o mediante piattaforme on line, in base al numero di partecipanti, e verterà sulle seguenti materie:
  • ELEMENTI COSTITUTIVI DELLO STATO
  • DIRITTO COSTITUZIONALE (fondamentali)

Le fonti del diritto (primaria, secondaria, terziaria)

La norma giuridica,

Ordinamento della Repubblica

  • DIRITTO AMMINISTRATIVO (fondamentali)

Gli atti amministrativi,

Il procedimento amministrativo,

Aspetto dell’atto amministrativo,

  • DIRITTO DEGLI ENTI LOCALI

Comuni,

Province

Regioni,

Atti dell’Ente locale (deliberazioni, ordinanze, determine)

  • PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (P.A.)

Trasparenza

Efficacia,

Discrezionalità,

Cosa dice la legge (e la Costituzione) sugli obblighi e i divieti della P.A.

  • Nozione di Pubblico Ufficiale e Incaricato di Pubblico Servizio
  • L’ILLECITO AMMINISTRATIVO (l. 689/81)
  • L’ILLECITO PENALE (REATO)

Nozioni principali,

Norma penale,

Il reato,

Tipologie di reato

Principio di legalità, di tipicità, di irretroattività, della territorialità (estradizione, mandato di arresto), di specialità,

Elementi oggettivi del reato,    

Elementi soggettivi del reato  

Il tentativo (reato tentato),

Reato circostanziato

Concorso di persona di un reato

La pena (detentiva, pecuniaria e accessoria)

Cause di estinzione del reato

Cause di estinzione della pena

Recidiva 

Cause di non imputabilità

  • REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (Titolo II C.P.)

COMMESSI DAL P.U.  (Capo I)

      Peculato (314 c.p.)

      Concussione (317 c.p.)

      Corruzione (dal 318 c.p. al 321 c.p.)

      Abuso d’ufficio (323 c.p.)

      Rivelazione atti d’ufficio (326 c.p.)

      Omissione in atti d’ufficio (328 c.p.)

      Omessa denuncia di reato (361 c.p.)

      Falso materiale (476 c.p.)

      Falso ideologico (479 c.p.)

COMMESSI DAL PRIVATO (Capo II)

                  Violenza o minaccia a P.U. (336 c.p.)

                   Resistenza a P.U. (337 c.p.)

                   Interruzione di pubblico servizio (340 c.p.)

                   Millantato credito (346 c.p.)

  • ELEMENTI DI PROCEDURA PENALE

Il processo penale,

I soggetti del processo penale (parti, soggetti, altre persone)

      Il Pubblico Ministero

      L’imputato o indagato e il difensore

      Il Giudice

      La Polizia Giudiziaria (capitolo sotto)

Atti

      Notificazioni

      Decreto di irreperibilità

Le indagini preliminari

      condizioni di procedibilità

                la querela (differenza con la denuncia),

                l’istanza di procedimento,

                 la richiesta di procedimento,

                 autorizzazione a procedere

      ispezione

      perquisizione

      sequestro

      informazione di garanzia

Udienza preliminare (o archiviazione)

Riti speciali:

      Giudizio abbreviato

      Applicazione della pena (cd patteggiamento)

      Giudizio direttissimo

      Giudizio immediato

      Decreto penale di condanna

Il dibattimento

Conclusione del processo

            proscioglimento (non doversi a procedere o assoluzione)

            condanna

Le misure cautelari

      personali (coercitive e interdittive)

      reali (sequestro)

      Altre parti (parte civile, persona offesa, civilmente obbligato, ecc..)

  • LA POLIZIA GIUDIZIARIA

Nozioni di Polizia

      Polizia Giudiziaria

      Polizia Amministrativa

Forza Armata

Forza Pubblica

Forze di Polizia (propriamente dette)

      Polizia di Stato

      Carabinieri

      Guardia di Finanza

      Polizia Penitenziaria

P.G. a competenza limitata,

Art.. 55 e 57 c.p.p. (compiti e doveri della P.G.)

Agente e Ufficiale di P.G.

Ausiliario di P.G.

Atti di P.G.

  • LA FIGURA DELLA GUARDIA ZOOFILA

Procedure dell’espletamento del servizio di vigilanza e regolamento nazionale Guardie Zoofile

Rapporti e collaborazione con le Istituzioni Amministrative e Giudiziarie

  • I REATI A DANNO DEGLI ANIMALI E RELATIVE LEGGI E ARTICOLI DI TUTELA

Maltrattamento di animali (cani di proprietà, circhi, feste paesane, allevamenti intensivi, ecc…)

Abbandono

Omessa custodia

Traffico illecito di animali da compagnia

Allevamenti abusivi (ordinanza sindacale sgombero e demolizione)

Vendita e commercio illegale di animali selvatici ed esotici

Canile abusivo

Regolamento di Polizia Veterinaria

Stalli e raccolte fondi

Caccia (varie forme di caccia) illegale e bracconaggio (allevamenti amatoriali)

Trasporti illeciti di animali (Reg.Ce n. 1/2005)

Detenzione animali nelle periferie

Macellazione

Combattimenti

Zooerastia;

  • MEDICINA VETERINARIA

Pronto soccorso su animali. Principi di sanità pubblica veterinaria.

  • CENNI DI ZOOLOGIA
  • A CHI SPETTA LA TUTELA DEGLI ANIMALI?

Alla conclusione del corso saranno tenuti idonei esami (una prova scritta e una orale) e al superamento degli stessi sarà rilasciato l’attestato di partecipazione e idoneità, cui seguirà la richiesta presso la Prefettura competente per il rilascio del decreto di guardia particolare giurata zoofila ai sensi dell’art. 6 della L. 189/2004.

Ottenuto il decreto prefettizio, le guardie svolgeranno i primi servizi accompagnati, per acquisire esperienza sul campo e raggiungere livelli di autonomia e preparazione ottimali.

Le guardie particolari giurate zoofile, rivestono la qualifica di Pubblici Ufficiali, Agenti di Polizia Amministrativa e Agenti di Polizia Giudiziaria.

L’attività non è retribuita e non costituisce nessun rapporto di lavoro.

L’orario di frequenza sarà discusso alla presentazione del corso, in base alle esigenze dei partecipanti.

La richiesta del Decreto Prefettizio di nomina a Guardia Particolare Giurata Zoofila  è stabilita ad insindacabile giudizio del Coordinatore Nazionale del Servizio Nazionale di Guardie Zoofile su proposta del Coordinatore Provinciale.

Ai sensi del (T.U.L.P.S.) Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza, il rilascio del decreto di Guardia Particolare Giurata Zoofila è subordinata ai seguenti requisiti:

– essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea

– maggiore età

– assenza di condanne penali definitive per reati contro gli animali e l’ambiente

La mancanza anche solo di uno dei requisiti richiesti, comporta l’inammissibilità al corso o l’espulsione dallo stesso, senza diritto al rimborso dell’iscrizione.

ISCRIZIONE

L’iscrizione prevede la compilazione e l’invio del modulo d’iscrizione on line presente nel sito internet o nella versione scaricabile, allegando la ricevuta del bonifico di versamento della quota d’iscrizione di:

euro  65,00  per il corso informativo dedicato ai soci iscritti,

euro 100,00 (incluso il tesseramento associativo) per il corso informativo dedicato ai non iscritti all’Associazione che quindi saranno associati,

euro 115,00 per il corso completo dedicato ai soci iscritti,

euro 150,00 (incluso il tesseramento associativo) per il corso completo dedicato ai non iscritti all’Associazione che quindi saranno associati.

L’importo è esente Iva ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72 ed è calcolato sulla base della preparazione che l’Associazione vuole impartire agli iscritti, alla realizzazione del corso in presenza e quindi alle spese di viaggio, alla copertura assicurativa e al materiale didattico (cancelleria, dispensa normativa, verbali, ecc..).

 

    Iscrizione al Corso GZ*:


    Data di nascita*:






    *Campi obbligatori.
    Accetto*
    Il/la sottoscritto/a condivide le finalità istituzionali dell’Associazione e si impegna a rispettare le disposizioni statutarie vigenti e le delibere degli organi associativi validamente costituiti. A tale scopo dichiara di conoscere e accettare lo Statuto associativo. Individua come sistema di comunicazione o mezzo postale o elettronico di posta.
    Accetto*
    Dichiara, inoltre, di avere ricevuto le informazioni di cui all’art. 13 D.Lgs. 196/2003 e s.m.i., nonché quelle relative ai diritti riconosciuti all’interessato dall’art. 7 del medesimo decreto e di essere stato/a edotto/a che i dati personali richiesti verranno utilizzati per le finalità connesse alle attività dell’Associazione e delle sue Sezioni presenti sul territorio nazionale e, conseguentemente, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 23 D. Lgs 196/2003 e s.m.i., dichiara di prestare il proprio consenso al loro trattamento. Prende atto che il trattamento dei dati personali avverrà mediante strumenti manuali, informatici e telematici con logiche correlate alle finalità per le quali sono stati rilasciati. Il mancato consenso al trattamento dei dati sopra riportati, comporterà l’impossibilità per questa associazione di procedere all’iscrizione dei corsi per Guardia Zoofila e/o tesseramento del soggetto richiedente. Il titolare del trattamento è l’Associazione STOP ANIMAL CRIMES ITALIA..

    LA NOSTRA MISSION

    Fornire all’animalismo un linguaggio nuovo, pragmatico e competente, trasformandolo in qualcosa di molto diverso da quello che è oggi:

    una situazione nazionale drammatica dove milioni di animali non vengono tutelati da nessuno.

    Questo è l’animalismo di oggi, radiografato senza alcuna traccia di pregiudizi o saccenza ma fedelmente, dopo anni di esperienza fattiva sul campo, incontri locali con i volontari sparsi in tutta Italia e migliaia di confronti e soprattutto denunce, sequestri e notizie di reato.

    Diffida da chi propone soluzioni senza conoscere il problema e averlo mai studiato e vissuto (questa si chiama PROPAGANDA)

    solo con un’approfondita diagnosi una malattia si può guarire e questo programma e i due Codici Etici Operativi di seguito, siamo certi siano la cura necessaria e tu puoi aiutarci a vincerla!

    Il cambiamento deve partire dal basso, da noi tutti, noi cittadini, perchè spesso dall’alto non vedono bene ciò che succede ai loro piedi.

    IL PROBLEMA

    L’ANIMALISMO DEL PASSATO

    è identico a quello di oggi, semplicemente e drammaticamente incapace di cambiare le cose in meglio.
    Da un lato delineato dai noti enti animalisti nazionali, che in tanti anni di esistenza non hanno prodotto alcun miglioramento sostanziale; basti pensare al randagismo – identico se non peggio a quello di qualche anno fa -, al commercio di animali e agli allevamenti di animali da compagnia – diffusi su tutto il territorio nazionale senza alcun contrasto e a danno di migliaia di animali maltrattati e venduti sui social liberamente -, fino al bracconaggio e agli allevamenti intensivi. Gli enti animalisti nazionali si mostrano incapaci (nonostante i grandi numeri e “amici”) di influire sulle scelte politiche nazionali e locali da cui dipende una seria tutela degli animali attraverso le leggi.
    Enti cd storici che ormai sono aziende con tanto di dipendenti e consulenti e che attraverso i fenomeni a danno degli animali continuano ad esistere, utilizzando la propaganda e l’ideologia, fatta di campagne pubblicitarie e iniziative cavalcanti singoli clamorosi casi, abile a convincere e porre il logo su prodotti commerciali! Non sappiamo fino a che punto abbiano l’intenzione di risolvere i problemi: vorrebbe dire chiudere bottega!

    Dall’altro lato un animalismo espresso da migliaia di singole persone e piccole Associazioni che singolarmente e nella propria realtà locale operano autonomamente l’una dall’altra, senza una logica migliorativa, costruendo costantemente rifugi abusivi spesso finanziati anche da Associazioni nazionali ma anche da singoli privati (soprattutto del nord) che a centinaia inviano contributi senza che a destinazione esista una qualche forma di trasparenza o controllo.

    Entrambi i lati dell’animalismo attuale sono due facce della stessa medaglia: attraverso piattaforme social si occupano di recuperare animali vaganti (cani e gatti) con il medesimo filo conduttore della richiesta di aiuti economici relativamente,  soprattutto, al fenomeno del randagismo, trascurando inoltre milioni di animali vittime di altri fenomeni più avanti elencati.
    Un animalismo odierno, dunque, strettamente legato all’emergenza legata al randagismo, una sorta di Croce Rossa che del ruolo istituzionale e naturale di Associazione non ha più nulla, ovvero quello di stimolare, sollecitare, pungolare le Autorità pubbliche preposte all’osservanza delle leggi a tutela degli animali (non solo randagi), arrivando addirittura a sostituirsi ad esse, legittimando così le relative inadempienze della Pubblica Amministrazione.

    Migliaia di volontari a rincorrere le emergenze con il grave grande limite di aver la sola aspirazione di costruire rifugi, oasi, luoghi di ricovero, quale UNICA soluzione alla salvaguardia degli animali, privi di vedute dirette alla rimozione delle cause; e, veterinari liberi professionisti e cliniche veterinarie private in costante arricchimento a danno delle casse pubbliche, incapaci, è vero, di funzionare al meglio!

    BISOGNA ABBATTERE I MURI, NON COSTRUIRNE ALTRI!

    Un metodo radicato che negli anni ha trasformato l’emergenza in sistema, inventando un mondo parallelo a quello istituzionalmente preposto e che ha creato strutture private (cd stallo) dove si fa pensione abusiva per cani e gatti; un sistema autonomo e scollegato dalle Istituzioni che nel violare sistematicamente le norme, da un lato solleva lo Stato nei suoi compiti di contrastare il randagismo e dall’altro crea spesso illecito guadagno per taluni volontari, trasformando di riflesso moltissimi canili al sud in lager, dove i cani sono abbandonati alle mani di società private che lucrano sulla loro pelle.

    Sono scelte, certo, e ognuno è libero di agire come ritiene, ma secondo noi con questo passo e metodo non si cambia nulla, non si risolvono i problemi, non si contrasta realmente il randagismo e altri fenomeni criminali a danno degli animali.

    LA SOLUZIONE: IL NOSTRO APPROCCIO

    L’ANIMALISMO DEL FUTURO

    è quello che noi cerchiamo di mettere in pratica da anni, focalizzato alla radice dei problemi per risolverli e sradicarli e che deve far comprendere l’urgenza di curare la malattia e non i sintomi.

    Ma per far capire ciò, bisogna prima di tutto combattere  l’individualismo, l’ignoranza, il fanatismo ideologico e l’interesse economico presente nell’animalismo nazionale.

    L’individualismo
    è l’animalista che opera da solo o in ristretto gruppo e che pensa al proprio orticello, vuoi per protagonismo e carattere vuoi per gestire singolarmente il denaro chiesto e ricevuto, inducendo litigi con altri volontari; litigi che poi vengono sistematicamente pubblicati sui social dove le offese tra varie realtà “animaliste” rappresentano il vero focus dell’individualismo, altresì con la conseguente sistematica nascita, quasi quotidianamente, di una nuova Associazione ogni volta, da parte  dell’escluso!

    URGE, con riferimento a questo aspetto, far comprendere che agire da soli non porta da nessuna parte, che sostenere enti che non hanno interessi a migliorare le cose significa rafforzare le lobby anti animali senza favorire un reale cambiamento, e far comprendere che è sbagliato sostituirsi ai Sindaci e alle ASP sollevandoli dai loro obblighi.

    Sposare la nostra missione significa poter davvero rivoluzionare la tutela animale in Italia.
    Chiediti perchè nessuna Associazione denuncia Sindaci o ASP, non si “sporca le mani” denunciando o eseguendo sequestri sul campo, non lavora alla radice del problema ma interviene solo a cose fatte per chiedere aiuti.
    Il nostro solo interesse è risolvere le problematiche che causano sofferenze a milioni di animali.

    Operare insieme sotto la stessa bandiera, ci permetterebbe di essere tanti e poter incidere con più efficacia sulle scelte della Pubblica Amministrazione da cui dipende il benessere animale.

    L'IGNORANZA
    L’ignoranza è l’ignorare la necessità di lavorare alle cause e non al problema, non conoscere le leggi in materia, come l’iter previsto in caso di segnalazioni o recuperi di animali vaganti o come agire in caso di omissioni della Pubblica Amministrazione piuttosto che sapere come segnalare un maltrattamento o altro illecito.

    Segnalazioni, spesso raffazzonate, di maltrattamenti o abbandoni, che vengono postate su FB accompagnate da grida di aiuto, rischiano di compromettere un controllo che potrebbe essere efficace e peggio arrecare danno all’animale/animali; un tipo di animalismo eccentrico che si manifesta SOLO attraverso i social, solitamente senza un seguito costruttivo.

    Quell’ignoranza che però fa comodo a molti, al fine di poter gestire i volontari come numeri o lasciar loro gestire realtà non di loro competenza. Ad esempio, fa comodo al Sindaco (per legge responsabile degli animali vaganti e quindi dei randagi ossia massima Autorità sanitaria locale responsabile, attraverso la sua longa manus della Polizia Locale in collaborazione con le ASL, di far osservare le leggi in ogni tema animalista, dai cani a catena agli allevamenti  di animali da reddito fino al randagismo felino) che cani e gatti vaganti o feriti vengono raccolti da privati cittadini!

    Ma l’ignoranza è anche quella causata da una errata informazione sul tema, quella che impedisce al volontario di sapersi relazionare con le Autorità Amministrative e di Polizia.

    URGE, con riferimento a quest’altro aspetto e come stiamo facendo, operare un lavoro sul territorio come probabilmente nessuno ha mai fatto incontrando volontari  per dialogare con loro, informarli di cosa succede all’interno del mondo animalista, dando loro informazioni e elementi di valutazione, spiegando loro la necessità di sganciarsi dall’emergenza (almeno in parte, ovviamente) e, insieme, individuare le soluzioni ai vari problemi.

    Il fanatismo ideologico

    La propaganda e il fanatismo, sono stati fino ad oggi alla base di gran parte dell’animalismo non portando ad alcun risultato. Raccolte firme, referendum, petizioni, manifestazioni, ecc, seppur eventi legittimi e costituzionalmente garantiti, a causa di una politica dalla parte dei forti e non nostra, non hanno più alcun effetto persuasorio.

    URGE, per questo terzo aspetto, adottare azioni nuove e più efficaci rispetto ad azioni ormai obsolete. Facciamo molta più paura se adottiamo, nel maggior numero possibile di persone, una linea diversa e più persuasiva: la denuncia giudiziaria di massa nelle varie sedi giurisdizionali esistenti per esempio. 
Contro la caccia o Ordinanze di uccisione di animali protetti il solo strumento è quello politico e, forse, qualche azione di boicottaggio turistico.
L’animalista deve assumere competenza, serietà e professionalità capaci di influenzare positivamente sull’interlocutore, per abbattere di quel fanatismo estremista che danneggia la pochissima credibilità rimasta.

    Gli interessi economici

    sono la principale causa del fallimento animalista, l’elemento principale del non cambiamento e del sistema parallelo qui descritto creato intorno al fenomeno del RANDAGISMO (canino e felino) da una fetta importante del “volontariato”. Come già ritenuto, che i grandi enti animalisti hanno un bilancio (spesso milionario con dipendenti e consulenti retribuiti) da conservare se non consolidare, sono migliaia i cittadini che prelevano cani e gatti per strada (soprattutto di piccola taglia o cuccioli, verosimilmente perchè più comodamente affidabili)  per poi gestirli al di fuori del percorso normativo, chiedendo aiuti attraverso post FB (impiegato per il 90% da questo tipologia di appello, dove si trovano anche raccolte da 20.000 euro, per curare animali, operare chirurgicamente oppure costruire rifugi). Privati cittadini, radunati in una miriade di gruppi WhatsApp (centinaia di chat dove vengono raccolti soldi e realizzate lotterie ed altri eventi ricettivi), finanziano coloro che chiedono aiuto, forse inconsapevoli che stanno finanziando spesso realtà non trasparenti e spesso accumulatori seriali di animali!

    Queste attività sarebbero meritevoli laddove svolte senza interesse alcuno, ma non esiste modo per distinguere gli onesti dai disonesti, non esiste modo per colpire chi dagli aiuti ricevuti trae profitto, e sono moltissimi in tutta Italia.
    Moltissimi Sindaci che, si ignora sotto quale voce di bilancio allo scopo di togliersi il problema, devolvono denaro direttamente a “volontari” che gestiscono animali detenuti in rifugi abusivi (cd stallo); cani e gatti che vengono affidati (per la stragrande maggioranza al nord) con moduli di affido attraverso cui vengono chiesti soldi all’affidatario sotto la voce “recupero spese”.

    La domanda è dunque spontanea: se qualcuno trae profitto avrà interesse a debellare il randagismo o altri fenomeni a danno degli animali?

    URGE, per questo ultimo ostacolo, porre in essere le azioni sotto esposte, che unitamente all’introduzione di un sistema di controllo sulla trasparenza e bontà delle raccolte di denaro, sugli aiuti materiali e sulle linee guida operative (raccolte  nel “C.E.O. ANIMALISTA” scaricabile qui), permetterebbe in prima istanza di separare i buoni dai cattivi ossia chi l’animalismo lo opera senza lucro da chi ci lucra (“reddito randagio”); spingerebbe senza dubbio a comprendere la necessità di lavorare alle soluzioni dei problemi, riportando così la Pubblica Amministrazione a tornare ad occuparsi di contrastare seriamente il randagismo e le Associazioni a collaborare senza sostituirsi ad essa, l’opposto di come oggi funziona!

    Fino a quando si recuperano animali vaganti senza rispettare l’iter legislativo, i sindaci avranno di che gioire!

    URGE contestualmente, per eliminare gli interessi economici (pet economy), tornare dentro i canili senza che nessuno lo impedisca (estendendo gli orari di apertura) o ponga limiti (spesso avallati dai Comuni) denunciando nel caso in ciò venga fatto, e occuparci delle adozioni dopo il periodo sanitario, contribuendo così a migliorare le condizioni in cui i cani o gatti vivono in essi. Qualcuno osserva che i canili (la maggior parte) diventano lager perché nel canile i volontari disonesti non possono lucrare.

    Auspichiamo tu condivida le linee del cambiamento e che tu abbia il coraggio di metterle in pratica, unendoti a chi il problema vuol risolverlo e non sfruttarlo.

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